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  1. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Salve colleghi, qualcuno sa dirmi se questo tipo di contratto va registrato all'AdE (io dico di si,a tariffa fissa, ma il Concedente a detta del suo Commercialista dice di no).
    Stiamo parlando di un sub affitto ufficio in Coworking
     

    Files Allegati:

  2. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Anche il nostro commercialista ha rienuto di non far registrare una scrittura simile
     
  3. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Il problema a mio parere é:
    Cosa succede se lo viene a sapere l'AdE nel caso di controversia?
     
    Ultima modifica: 13 Febbraio 2015
  4. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Non so dirti.

    Ma se hai dubbi, registralo e amen !
     
  5. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Io lo farei ma il proprietario dice di no e l'inqauilino vuole , mie assicurazioni!....ecco perchè il quesito....
     
  6. ingelman

    ingelman Membro Storico

    Agente Immobiliare
    L'inqualino è inqualificabile :occhi_al_cielo:

    Secondo me va registrato
    (non sò che intendi per teriffa fissa ma ad interpretazione immagino i 200 euro)

    secondo me andrebbe registrato come un normale contratto di locazione conteggiando il 2% del canone percepito come imposta di registro ...
    chi dà un immobile in subaffitto o parte di esso (perche di questo si parla) assume la veste di Locatore a tutti gli effetti e come tale va considerato .

    Ovviamente il Conduttore concedente (chi dà in sub-affitto) ... che a sua volta cede ... per una validità contrattuale deve avere la possibilità di sub locare totalmente o parzialmente l'immobile ....... possibilità che dovrebbe essere prevista nel contratto di locazione originario ... e per coerenza e tranquillità a cose fatte informare il locatore


    anche ai fini fiscali gli importi percepiti da chi offre parte dell'immobile in affitto vanno indicati nella dichiarazione dei redditi.
     
    Ultima modifica: 13 Febbraio 2015
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  7. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Appunto....ma non capisco i commercialisti a quale cavillo si appigglino
     
  8. ingelman

    ingelman Membro Storico

    Agente Immobiliare
    che ne sò ... chiedilo a loro
    forse l'hanno confuso con un comodato gratuito ...
    ma è un contratto dove viene stabilito un canone + IVA tra le altre cose ... come fare a non registralo e a non portare in dichiarazione dei redditi quell'importo percepito?
     
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  9. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Infatti o comodato o affitto commerciale...almeno per me
     
  10. ingelman

    ingelman Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Forse la interpretano diversamente da una semplice locazione di un immobile ma di una prestazione di servizi di natura complessa, da assoggettare all'IVA
    (articolo 3 del Dpr 633/72).
    visto che oltre a cedere uno spazio operativo si parla di utenze, connessioni internet magari pulizia dei locali etc ...

    ma ... secondo me rimane sempre la convinzione della sub-locazione di parte dell'immobile ... quindi da registrare come un normale contratto di locazione anche perche nell'altra ipotesi bisognerebbe vedere se c'è compatibilità per offrire tale prestazione dietro un corrispettivo economico, riferita all'oggetto sociale del concedente (sub-locatore).

    Questa è materia di Penny
    :amore:
     
  11. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
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  12. Pennylove

    Pennylove Membro Assiduo

    Privato Cittadino
    Una prima, nonché più semplice ipotesi è quella in cui la sublocazione in questione sia fine a sé stessa, cioè non vi sia null’altro. Esemplifico: è il caso in cui il conduttore abbia affittato un ufficio ed intenda subaffittare (salvo diniego del locatore) ad un terzo alcune stanze vuote oppure attrezzate (con probabile uso in comune della sala di aspetto e del bagno), si che quest’ultimo vi possa svolgere la sua attività professionale. Le prestazioni derivanti dai rapporti di sublocazione risultano autonomamente assoggettate a tassazione secondo i criteri previsti per i contratti di locazione cui mutuano i caratteri contrattuali.

    Al più, nell’insorgenza prospettata, qualora i servizi resi al professionista in parola non si limitano - come pare - a quelli di puro subaffitto, ma ne comprendono altri, di natura diversa, quali ad esempio servizi postali, utilizzo della connessione internet, pulizie dei locali ecc., si potrebbe ipotizzare la stipula di un contratto di “prestazioni di servizio complesse” (che la prassi comunemente definisce “contratto di service”).

    In tema, la giurisprudenza ha avuto modo di precisare che il contratto con cui si concede una porzione di un immobile all’interno di un ufficio, con fruizione delle strutture e dei servizi collegati all’uso commerciale del bene, non può inquadrarsi in un rapporto di locazione. Alle stesse conclusioni è giunta, con sufficiente chiarezza, nel marzo 2007 la stessa Amministrazione finanziaria che, con la circolare n°12/E, al par. 8.1, ha escluso la presenza di un contratto di mera locazione immobiliare, qualora, oltre la messa a disposizione passiva di una superficie e di uno spazio, viene fornita all’utilizzatore una pluralità di servizi diversi da quelli che caratterizzano la locazione: in tal caso, anche per l’Agenzia delle Entrate, “non si è in presenza di una locazione”.

    La registrazione di questo contratto, avente natura atipica, entro 20 giorni dalla data dell’atto (non è una locazione), sconta l’imposta di registro (si paga una sola volta, se è previsto un unico periodo contrattuale) in termine fisso (€ 200,00) mediante presentazione in ufficio del mod. F23 (cod. trib. 109T) unitamente al mod. 69 (non è una locazione) ed è soggetto ad aliquota IVA che colpisce non l’immobile strumentale, ma la prestazione di servizi prestata da soggetto IVA (vedi la circolare n°58/2001 della Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, al par. 2.3 “Ripartizioni delle spese comuni tra professionisti”, a cui ti rimando, che fornisce utili indicazioni su come gestire redditualmente l’intera operazione).

    Ricordo che, sotto il profilo fiscale, le singole concrete casistiche (riparto IVA compreso) afferenti rapporti sinergici tra professionisti in co-working, possono essere molteplici e differenziate: da qui i comportamenti, spesso non uniformi da parte dei vari uffici locali delle Entrate a cui è sempre bene preventivamente sottoporre (per evitare future sorprese) il particolare negozio che si intende registrare.
     
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  13. pistolesis

    pistolesis Membro Junior

    Agente Immobiliare
    Salve, ma se un contratto simile, cioe con concessione d'uso di porzione di ufficio e dei relativi servizi, non prevede corrispettivo (comodato d'uso) ma solo rimborso delle spese quali utenze telefoniche e bollette), se secondo voi e' fattibile va registrato in misura fissa?
     

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