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marco85

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Privato Cittadino
#1
Buonasera a tutti,
Ringrazio anticipatamente chi vorrà rispondermi e vi pongo il mio quesito, in data 13/02/2018 ho sottoscritto un preliminare per l'acquisto della mia nuova casa e indicando come data dell'atto "entro il 28/02/2020", tempo preso per precauzione per permettermi nel frattempo di vendere con calma la mia attuale casa, ora avendo venduto casa e avendo la necessità di doverla liberare entro marzo 2019, ho chiesto alla proprietà di anticipare l'atto a marzo 2019, mi hanno risposto che non ne vogliono sapere, ho qualche possibilità di poter anticipare l'atto? Posso risolvere il contratto? Grazie a tutti
 

francesca63

Membro Assiduo
Privato Cittadino
#3
Avresti dovuto scrivere nel contratto che tu ( e solo tu) avevi la facoltà di anticipare la data del rogito, a partire da una certa data, dopo aver venduto.
Ora loro possono legittimamente dire che non vogliono anticipare.
Anche impegnarti a vendere entro il 2/2019 senza prima accertati che i tuoi venditori avrebbero accettato di anticipare , è stato un grosso azzardo.

Cosa puoi fare :
-Offrire qualcosa in più del concordato, se accettano di rogitare prima
-perdere la caparra e “ritirarti”, ma corri il rischio che ti chiedano ,invece della caparra, eventuali danni maggiori dimostrabili.
- chiedere al tuo acquirente di posticipare la tua vendita
-andare in affitto , e rassegnarti a pagare le conseguenze del tuo pasticcio

Non vedo altre possibilità
 

marco85

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Privato Cittadino
#4
Grazie ma quello che non capisco è che nel compromesso non c'è una data precisa ma l'indicazione "entro il" il dubbio è questo, se io dimostrassi tramite l'invio di una raccomandata la mia intenzione di proseguire, a quel punto gli inadempienti non sarebbero loro?
 

francesca63

Membro Assiduo
Privato Cittadino
#5
Fino al 28/2/2020 non potrai imputare ai venditori nessun inadempimento.
La tua intenzione di proseguire l’hai già manifestata obbligandoti a comprare entro il 28/2/2020 ; il resto sono solo pretese infondate.

Mi spiace, ma secondo me la realtà è questa.
 

n3m3six78

Membro Assiduo
Privato Cittadino
#6
Grazie ma quello che non capisco è che nel compromesso non c'è una data precisa ma l'indicazione "entro il" il dubbio è questo, se io dimostrassi tramite l'invio di una raccomandata la mia intenzione di proseguire, a quel punto gli inadempienti non sarebbero loro?
la scritta "entro" non obbliga le parti a rogitare prima . bisognerebbe leggere bene quello che si firma e\o farsi consigliare da persone piu' esperte.
 

ab.qualcosa

Membro Storico
Agente Immobiliare
#7
Potrei sbagliare ma mi par di ricordare che, qualora non indicato diversamente, nei contratti a prestazioni corrispettive e in mancanza di ulteriori pattuizioni il termine sia ritenuto a favore di entrambi, quindi, come ti è stato detto, non puoi pretendere la prestazione prima della data (né ti può essere imposta).

@Avv Luigi Polidoro magari ogni tanto passa ancora? :^^:
 

il_dalfo

Membro Attivo
Professionista
#8
la scritta "entro" non obbliga le parti a rogitare prima
Direi invece che il contratto è ben chiaro: entro (di solito si scrive "entro e non oltre") prevede un termine massimo e non un termine minimo per l'adempimento alle obbligazioni tra le parti (obbligo di pagare per chi acquista e obbligo di consegnare la cOsa per chi vende)
Per dirimere questo tipo di situazione si vedano gli art. 1183 c.c. e 1216 del c.c.

bisognerebbe leggere bene quello che si firma e\o farsi consigliare da persone piu' esperte
Se nel contratto non è prevista una data "non prima di" quale sarebbe il divieto di rogitare prima?

@marco85 Da quanto raccontato si evince che chi vende vorrebbe restare in casa il più a lungo possibile. Per te l'interesse è vendere e poi comperare (immagino per le agevolazioni prima casa).
Ora passiamo alla parte pratica: vai dal tuo notaio ("tuo" perché lo paghi tu, ergo lo scegli tu) spiegagli la situazione e chiedigli di redarti una lettera da inviare (a.r.) ai venditori con le tempistiche entro le quali vuoi rogitare. Avranno così modo anche i venditori di "alzar le terga" e mettersi in moto per un rapido dislocamento od in alternativa di concoradre un rogito, con consegna postuma. Nel frattempo tu te ne andrai in affitto od in albergo (o pagherai l'affitto della tua vecchia casa al nuovo proprietario se questi non ha necessità d'insediarsi subito) e prenderai accordi con i venditori perché le spese da sostenere per il tuo alloggio temporaneo e/o lo stoccaggio delle tue proprietà venga detratto dal saldo da te dovuto. (magari questo accennalo già nella lettera che invii).
 

marco85

Nuovo Iscritto
Privato Cittadino
#9
Grazie a tutti per il tempo dedicato, come consigliato mi rivolgerò al mio notaio e vedrò cosa si può fare, vedo difficile riuscire a scalare dal prezzo l'affitto pagato da me, in quanto avevo già proposto agli attuali proprietari di rogitare prima poi li avrei lasciati a casa in cambio di un contributo alle spese, ma hanno rifiutato, non vogliono andare via prima della data indicata nel compromesso
 

francesca63

Membro Assiduo
Privato Cittadino
#10
vai dal tuo notaio ("tuo" perché lo paghi tu, ergo lo scegli tu) spiegagli la situazione e chiedigli di redarti una lettera da inviare (a.r.) ai venditori con le tempistiche entro le quali vuoi rogitare. Avranno così modo anche i venditori di "alzar le terga" e mettersi in moto per un rapido dislocamento od in alternativa di concoradre un rogito, con consegna postuma.
Onestamente non capisco perché i venditori dovrebbero rogitare prima , se non sono interessati.
Fino alla data prevista del 28\2\2020 hanno tutto il diritto di restare proprietari della casa promessa in vendita.
Nessuno può obbligarli ad anticipare, se non sono interessati.

Direi invece che il contratto è ben chiaro: entro (di solito si scrive "entro e non oltre") prevede un termine massimo e non un termine minimo per l'adempimento alle obbligazioni tra le parti (obbligo di pagare per chi acquista e obbligo di consegnare la cOsa per chi vende)
Per dirimere questo tipo di situazione si vedano gli art. 1183 c.c. e 1216 del c.c.
Gli articoli citati nulla c’entrano con la situazione in essere, di un contratto preliminare che lecitamente prevede una data lontana come limite entro il quale rogitare.
Solo con l’accordo delle parti si può anticipare, viceversa fino al giorno previsto nessuno può imporre niente.
 

andrea b

Membro Assiduo
Privato Cittadino
#11
Onestamente non capisco perché i venditori dovrebbero rogitare prima , se non sono interessati.
Fino alla data prevista del 28\2\2020 hanno tutto il diritto di restare proprietari della casa promessa in vendita.
Nessuno può obbligarli ad anticipare, se non sono interessati.


Gli articoli citati nulla c’entrano con la situazione in essere, di un contratto preliminare che lecitamente prevede una data lontana come limite entro il quale rogitare.
Solo con l’accordo delle parti si può anticipare, viceversa fino al giorno previsto nessuno può imporre niente.
Il rogito non ha una data prevista, se non massima. Non vedo perché non possa rpgitare domani, rispettando così il termine massimo.
 

francesca63

Membro Assiduo
Privato Cittadino
#12
Il rogito non ha una data prevista, se non massima. Non vedo perché non possa rpgitare domani, rispettando così il termine massimo.
Nessuno vieta di rogitare domani, se entrambi sono d’accordo, ma allo stesso tempo nessuno lo può pretendere.
Il venditore è a posto anche se aspetta l’ultimo giorno.
Dal giorno dopo è inadempiente, e può essere diffidato ad adempiere.
Ma solo dal giorno dopo il termine previsto.
 

Avv Luigi Polidoro

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Membro dello Staff
Professionista
#13
Sono perplesso anch'io, è necessario leggere il contratto per verificare se il termine è stato apposto nell'interesse di una sola o di entrambe le parti.
Qualora (come immagino) non vi siano elementi chiari, ritengo che il termine debba essere considerato a favore di entrambi.
Il rogito verrebbe anticipato considerevolmente incidendo sulla economia dell'affare, il che può essere in contrasto con il principio di buona fede.
 

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