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  1. raffa85

    raffa85 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Salve, stamattina ho concluso una trattativa, l' acquirente poi mi ha detto che tempo fa aveva visto l' immobile con un' altra agenzia come si fa in questi casi?
     
  2. acquirente

    acquirente Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    Si divide fra le due agenzie...........................
     
  3. sorridi sempre

    sorridi sempre Membro Ordinario

    Agente Immobiliare
    correggetemi se sbaglio: non esiste una sentenza di cassazione che dice che la provvigione va all'intermediario il cui lavoro è stato determinante per la conclusione dell'affare? ovvero, se la prima agenzia non ha seguito il cliente, non è stata in grado di portare avanti alcun tipo di trattativa, o se le condizioni di vendita da allora sono cambiate, la provvigione spetterebbe solo alla seconda agenzia....
    Se invece si tratta di un puro e semplice capriccio del cliente e le condizioni sono sempre identiche direi che per correttezza si dovrebbe dividere ...
     
    A Rossi Rossana piace questo elemento.
  4. Rossi Rossana

    Rossi Rossana Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    sono daccordo con sorridi sempre...a me è successo ed ho fatto così
     
  5. enrikon

    enrikon Membro Senior

    Agente Immobiliare
    No, la mediazione va alla prima agenzia che ha fatto la visita.
    La sentenza non dice
    bensì che va all'intermediario che per primo ha messo in contatto le due parti, ed è dovuta anche se questo non è stato presente in tutte le fasi della trattativa.

    Semprechè, l'intermediario in questione, non si sia macchiato di tali gravi inadempienze (che vanno dimostrate) da costringere l'acquirente a rivolgersi ad un'altra agenzia.
     
    A Limpida e Sergio Caruso piace questo messaggio.
  6. sorridi sempre

    sorridi sempre Membro Ordinario

    Agente Immobiliare
  7. enrikon

    enrikon Membro Senior

    Agente Immobiliare
    No no. Si dice (meglio) esattamente la stessa cosa: "...occorre che la conclusione sia avvenuta per effetto dell'intervento del mediatore, il quale, cioè, deve avere messo in relazione i contraenti..."
    E' ovvio che, implicitamente, i due contraenti li metti in relazione alla prima visita; e lo fai anche se il proprietario non vi fosse presente.
    Nel momento stesso in cui mostri una casa hai messo in relazione (attraverso di essa) il suo proprietario con il suo potenziale acquirente.
    Altrimenti scavalcare l'agenzia sarebbe la cosa più facile del mondo (e i tribunali sono stracolmi di sentenze che ci dicono che non è così).
     
    A Limpida e Umberto Granducato piace questo messaggio.
  8. massimoca

    massimoca Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    mi piace molto acquirente......
    sembra che ogni sua risposta o sua "opinione" sia la verità assoluta.
    Ovviamente non sono d' accordo con la serafica e breve risposta che hai dato al quesito di Raffa85..... ma ciò non t' importa, vero?
     
  9. Limpida

    Limpida Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Il diritto alla divisione della provvigione tra più mediatori sorge, a norma dell'art. 1758 c.c., soltanto quando essi abbiano cooperato simultaneamente e di comune intesa, ovvero autonomamente, ma giovandosi l'uno dell'attività espletata dall'altro, alla conclusione dell'affare, in modo da non potersi negare un nesso di concausalità obiettiva tra i loro interventi e la conclusione dell'affare, e sempre che si sia trattato dello stesso affare, sia sotto il profilo soggettivo, che oggettivo; non sussiste, invece, il diritto al compenso quando, dopo una prima fase di trattative avviate con l'intervento del mediatore senza risultato positivo, le parti siano successivamente pervenute alla conclusione dell'affare per effetto d'iniziative nuove, in nessun modo ricollegabili con le precedenti o da queste condizionate, sicché possa escludersi l'utilità dell'originario intervento del mediatore.

    Cass. Civile - sez. III, Sent. del 08.07.2010 n. 16157

    Anche questa é valida dell'avv. Chimienti
     
    A andrea boschini e enrikon piace questo messaggio.
  10. Luciano Passuti

    Luciano Passuti Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    La presenza di piu' mediatori sullo stesso affare e' un tema molto discusso !!!!!!!!
    Vi preannuncio un convegno nazionale sul tema a BOLOGNA il 7 /maggio pv. in occasione del quale sara' divulgata una GUIDA sulla pluralita' di mediatori elaborata dal Centro Studi Fiaip, tramite la consulenza del prof. Alessio ZACCARIA .
    L'invito/programma sara' pubblicato a breve su immobilio
     
  11. axxo80

    axxo80 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    ho trovato questo articolo:
    L’Articolo 1754 del codice civile afferma che “È mediatore colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza”.
    Il mediatore è colui che mette in relazione le parti per promuovere la conclusione di un affare.
    Quando tra le parti si sia creato un vincolo giuridico tale da permettere a ciascuna di esse di ottenere giudizialmente il soddisfacimento dell’interesse ad essa riferibile, nasce il diritto alla provvigione stabilito dall’articolo 1755 c.c..
    Affinchè tale diritto sorga, non è necessario che il mediatore segua tutte le fasi della trattativa, essendo sufficiente che esso abbia provocato l’incontro della volontà delle parti e, vi sia un nesso causale tra la conclusione dell’affare e l’attività da esso svolta.
    Sul punto la Cassazione ha affermato che: In tema di mediazione, per aversi diritto alla provvigione non basta che l’affare sia stato concluso, ma, in forza dell’art. 1755 cod. civ., occorre che la conclusione sia avvenuta per effetto dell’intervento del mediatore. L’accertamento sull’esistenza del rapporto di causalità tra la conclusione dell’affare e l’attività svolta dal mediatore si riduce ad una questione di fatto rimessa all’apprezzamento del giudice di merito, insindacabile in Cassazione, se informato ad esatti criteri logici e di diritto. (Cass. Sez. III, sent. n. 15880 del 06-07-2010)
    Quando è un unico mediatore ad agire, nulla quaestio, in quanto, in presenza di tutti i requisiti, alla conclusione dell’affare esso avrà diritto a pretendere il proprio compenso!
    Molto spesso, però, accade che uno stesso soggetto conferisca l’incarico di vendere a più agenzie e, quindi, che uno stesso potenziale acquirente si rivolga a più mediatori, che gli propongono il medesimo immobile.
    Supponiamo, altresì, che una prima trattativa intrapresa da un’agenzia si sia interrotta e riprenda a distanza di tempo, magari con l’intervento di un altro mediatore che riesca a far concludere l’affare tra le parti; in tale caso ci si trova di fronte ad una pluralità di mediatori o, dinanzi a molteplici tentate mediazioni, delle quali solo una andata a buon fine?
    Nella fattispecie a chi spetta la provvigione?
    L’articolo 1758 prevede che: “Se l’affare è concluso per l’intervento di più mediatori, ciascuno di essi ha diritto a una quota della provvigione”
    Quando questa norma è applicabile, ossia, quando l’attività svolta da più mediatori, consente loro di aver diritto ad una quota della provvigione?
    La Cassazione con una precedente pronuncia ebbe a chiarire cosa dovesse intendersi per pluralità di mediatori affermando che il diritto alla divisione della provvigione tra più soggetti che abbiano mediato sorge, a norma dell’art. 1758 cod. civ., soltanto quando essi abbiano cooperato simultaneamente e di comune intesa, ovvero autonomamente, ma giovandosi l’uno dell’attività espletata dall’altro, alla conclusione dell’affare, in modo da non potersi negare un nesso di concausalità obiettiva tra i loro interventi e la conclusione dell’affare, e sempre che si sia trattato dello stesso affare, sia sotto il profilo soggettivo, che oggettivo. (Sez. II, sent. n. 8443 del 21-06-2000).
    Laddove, invece, la conclusione dell’affare sia avvenuta per effetto dell’intervento di una sola delle agenzie che hanno proposto l’immobile in vendita, il nesso di causalità potrà ravvisarsi solo in favore di questa e, pertanto, esclusivamente ad essa sarà dovuta la provvigione.
    Questo è quanto stabilito dalla Cassazione in una sentenza del 2010, secondo la quale: “ Il diritto alla divisione della provvigione tra più mediatori sorge, a norma dell’art. 1758 cod. civ., soltanto quando essi abbiano cooperato simultaneamente e di comune intesa, ovvero autonomamente, ma giovandosi l’uno dell’attività espletata dall’altro, alla conclusione dell’affare, in modo da non potersi negare un nesso di concausalità obiettiva tra i loro interventi e la conclusione dell’affare, e sempre che si sia trattato dello stesso affare, sia sotto il profilo soggettivo, che oggettivo; non sussiste, invece, il diritto al compenso quando, dopo una prima fase di trattative avviate con l’intervento del mediatore senza risultato positivo, le parti siano successivamente pervenute alla conclusione dell’affare per effetto d’iniziative nuove, in nessun modo ricollegabili con le precedenti o da queste condizionate, sicché possa escludersi l’utilità dell’originario intervento del mediatore. (Sez. III, sent. n. 16157 del 08-07-22010)
    Avv. Massimo Chimienti.
     

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