renato.pa

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Buongiorno a tutti, vorrei un vostro parere sulla situazione nella quale mi ritrovo; in poche parole ho presentato una proposta d'acquisto subordinata all'ottenimento del mutuo nella quale la proprietaria dichiarava che l'immobile era libero da vincoli/gravami/etc, proposta accettata e controfirmata.
La pratica va avanti e siamo a ridosso del rogito, da pochi giorni si scopre che la casa ha un vincolo di prelazione da parte di un ente pubblico che non riesce a rilasciare la rinuncia ufficiale della prelazione in tempo per la data del rogito fissata. Spostare la data del rogito farà però decadere la delibera di mutuo dovendo pertanto ricominciare tutto da 0.
A questo punto mi ritrovo a dover ritardare il rogito ad una data tale da non rendere più l'acquisto interessante per miei motivi personali.
Contenendo la proposta d'acquisto una dichiarazione falsa come mi devo comportare?
 

renato.pa

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Serve perchè l'ente pubblico deve incassare il 10% del valore catastale dell'immobile per procedere alla rinuncia della prelazione.
 

jos611

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Ok, capito. Ma c'è una specifica norma, o pattuizione, che obbliga alla rinuncia ufficiale?
Perché se non c'è sarà difficile addossare la colpa al venditore...
 

renato.pa

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Senza questa rinuncia di prelazione da parte dell'ente pubblico l'immobile non è vendibile pertanto la dichiarazione del venditore che "l'immobile è libero da vincoli/gravami/etc" è una dichiarazione falsa in quando nella realtà l'immobile è vincolato da un diritto di prelazione sull'alienazione dello stesso. Inoltre io ho sollevato il dubbio all'agenzia due mesi fa ricevendo come risposta un "sono passati più di 10 anni pertanto questa prelazione non vale più"; io mi sono fidato non essendo un esperto in materia ma il notaio all'atto di recuperare tutta la documentazione pretende questo documento in quanto lo prevede la legge. Per questo motivo penso che neanche l'agenzia possa pretendere le proprie provvigioni.
 

jos611

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La cosa mi sembra più complicata di come la fai tu. innanzitutto, bisogna vedere quali sono i termini stabiliti dal preliminare e se questi sono giunti alla conclusione, ovvero se nella capienza residua vi è margine sufficiente ad adempiere alla rinuncia.
Dopodiché, se l'ente - come par di capire - non intende acquistare e il problema è solo di tempistica burocratica, la vedo dura attribuire la colpa al venditore.
Non escluderei che la cosa possa finire in Tribunale, in un'estenuante diatriba ermeneutica sulla definizione di Prelazione e Vincolo, il tutto finalizzato a stabilire se la prima possa essere a tutti gli effetti inclusa nel secondo
 

renato.pa

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La proposta d'acquisto era vincolata al mutuo che ho ottenuto nei termini previsti, tuttavia la delibera ha validità 30gg e attendere i tempi dell'ente pubblico per il rilascio della liberatoria farebbe passare questi 30gg facendo decadere di fatto la delibera (non per mia inadempienza ma per un ritardo della venditrice/agenzia che hanno iniziato la pratica con l'ente pubblico solo dopo la richiesta del notaio quando invece io ho sollevato il dubbio due mesi fa e ho le mail che lo dimostrano); inoltre nell'accettazione della proposta il venditore ha garantito espressamente che l'immobile è libero da vincoli/trascrizioni pregiudizievoli/iscrizioni/oneri e servitù attive e passive e onestamente un diritto di prelazione mi sembra un bel vincolo non dichiarato. Nell'ultimo rogito si fa espressamente riferimento al diritto di prelazione da parte dell'ente pubblico in caso di alienazione dell'immobile.
 

jos611

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La proposta d'acquisto era vincolata al mutuo che ho ottenuto nei termini previsti, tuttavia la delibera ha validità 30gg e attendere i tempi dell'ente pubblico per il rilascio della liberatoria farebbe passare questi 30gg .
D'accordo. ma questo è un aspetto che riguarda solo ed esclusivamente la parte acquirente, non si può coinvolgere nella responsabilità il venditore.
Il punto è: che tempi di scadenza ha il preliminare?
Inoltre, questa prelazione come è disciplinata (sulla base di quale norma ecc.)?
 

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