gcaval

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Professionista
se l'acquirente lo pretende, è da fare

Umberto, è la solita "sciocchezza" che continuiamo a ritrovare in tutte le discussioni (non da parte tua, ma vox populi). Poi alla fine tutti ci convinciamo che è così. Non è vero.

L'acquirente non è al di sopra della legge, e non ha diritti di pretendere ciò che non può pretendere per legge. Leggete una benedetta volta cosa dice la circolare, che approfondisce sta benedetta legge, e quindi è più specifica.

E' anche vero che lo spostamento di una parete potrebbe ridurre le dimensioni minime di una stanza, così come potrebbe cambiare il rapporto tra superficie illuminante e mq. Ma qui deve intervenire la serietà del tecnico che mi porto io acquirente per fare i controlli. Altrimenti come faccio ad accorgermi che la parete è spostata rispetto alla planimetria? Ho l'occhio clinico? In questi casi ci sarebbero dei veri e propri abusi, non sanabili. Quindi si esce comunque dal caso della "migliore rappresentazione grafica".

Attenzione: se si chiede ad un tecnico che dovrebbe poi completare la pratica, ovviamente risponderà che è un lavoro da fare sempre e comunque. Provate ad immaginare perché.

Tutto questo a rigore. Poi, considerando il periodo, considerando il fatto che l'offerta è enorme e la domanda scarsa, considerando che un acquirente è prezioso come un bicchier d'acqua nel deserto, può essere buon senso del venditore accogliere la richiesta dell'acquirente. Ma trattasi di concessione, non di un diritto. Se il mercato fosse al contrario, a favore dei venditori, ci sarebbe lo stesso questa concessione?


PS: sia ben chiaro che sono assolutamente contro abusi, mistificazioni di documenti, accordi sotto banco, ecc.ecc. Che questa legge sia stata fatta con i piedi (come quasi tutte negli ultimi anni), ne possiamo discutere quanto volete, che vada applicata arbitrariamente per una questione di comodo (si evitano inutili discussioni, tanto il proprietario paga, anche se non serve), non è corretto né giusto.
 

Umberto Granducato

Fondatore
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
Noi lavoriamo sempre con certificato di conformità urbanistica. Se il tecnico ritiene di poter semplicemente dichiarare che esiste una lieve difformità, va bene così. Se c'è una parete intera spostata sicuramente non va bene così-
Bisogna dichiarare in un atto pubblico che c'è conformità fra catasto e stato di fatto pena nullità. Il gioco non vale la candela-
Io acquirente non ho il diritto di pretendere la modifica, ma ho il diritto di dichiarare ad un notaio che la parete è stata spostata e quindi non c'è esatta corrispondenza: c'è un notaio che rogita lo stesso?
 
E

EnCa78

Ospite
Come scritto sopra e confermato non è così....


Ti assicuro che qui a Napoli mi è capitato di relazionarmi con alcuni notai i quali pretendevano la nuova planimetria anche per divisori spostati con relativa creazione di ambienti difformi dai precedenti (semplicemente con superfici diverse) o con cucine spostate in altre camere e viceversa (facendo procedere quindi i proprietari a richiedere la diversa distribuzione degli spazi interni.
Inoltre la legge del luglio 2010 fa proprio riferimento all'obbligatorietà di far coincidere le risultanze catastali con quelle dei registri immobiliari, il chè è un altro bel fastidio da sopportare.
Quindi, per concludere, c'è l'obbligo di far coincidere catasto e provenienza.
Saluti:stretta_di_mano:
 
E

EnCa78

Ospite
Bisogna dichiarare in un atto pubblico che c'è conformità fra catasto e stato di fatto pena nullità. Il gioco non vale la candela-
Io acquirente non ho il diritto di pretendere la modifica, ma ho il diritto di dichiarare ad un notaio che la parete è stata spostata e quindi non c'è esatta corrispondenza: c'è un notaio che rogita lo stesso?[/QUOTE]

Assolutamente d'accordo, è la stessa cosa che dicevo io prima.
;)Saluti
 

gcaval

Membro Attivo
Professionista
Io acquirente non ho il diritto di pretendere la modifica, ma ho il diritto di dichiarare ad un notaio che la parete è stata spostata e quindi non c'è esatta corrispondenza: c'è un notaio che rogita lo stesso?

Si, io l'ho fatto, chiaramente con dimostrazione peritale allegata. Il perché l'ho già detto. Il caso della porta spostata è proprio l'esempio fatto nella circolare. Tra l'altro, un notaio non ha voluto rogitare (alla fine per principio, perché anche il tecnico dello studio alla fine mi ha dato ragione, ma un notaio può decidere di non rogitare comunque), ne ho trovato un altro e ho rogitato. E non ho fatto nulla di illecito, anzi, ho chiesto di applicare la legge.


per divisori spostati con relativa creazione di ambienti difformi dai precedenti (semplicemente con superfici diverse) o con cucine spostate in altre camere e viceversa (facendo procedere quindi i proprietari a richiedere la diversa distribuzione degli spazi interni.

E certo, si tratta di una cosa ben diversa. Se sposto la cucina o se variano sensibilmente le superfici, è evidente che c'è una difformità.
 
E

EnCa78

Ospite
E certo, si tratta di una cosa ben diversa. Se sposto la cucina o se variano sensibilmente le superfici, è evidente che c'è una difformità.

E'vero anche questo, ma considera che fino al 30/6/2010 queste difformità non obbligavano il venditore a procedere alla diversa distribuzione degli spazi interni...
 

gcaval

Membro Attivo
Professionista
Hai ragione, infatti la legge serve proprio a questo. Se ci sono variazioni sullo stato catastale, sui vani o sul rendita catastale, allora bisogna adeguare le planimetrie allo stato di fatto. Se sposti una porta, senza alcuna variazione dei vani, no (semplicemente non c'è alcuna mancanza di conformità). Questo è perfettamente specificato dalla circolare.

Per la parete, lo ripeto ancora una volta, il discorso dipende, perché potrei portare un ambiente sotto la superficie minima o alterare il rapporto della superficie aeroilluminante. In questo caso non è più questione di adeguamento della planimetria, ma di un abuso non sanabile; si deve ripristinare lo stato di fatto. Idem con una veranda non autorizzata, o la chiusura di un portico.

Vedrete che questo problema verrà fuori sempre più spesso. In Italia c'è un'infinità di immobili, soprattutto ante '67, che hanno le planimetrie che non riproducono fedelmente lo stato di fatto. I motivi sono i più disparati: abusi a parte e modifiche non autorizzate, mai dichiarate, ci sono alcuni immobili con disegni planimetrici eseguiti male (era anche il mio caso, immobile del '39, disegno a mano su carta millimetrata), esecuzioni in opera leggermente differenti, tipo porte spostate, tramezzi diversi, ecc. Molti di questi casi continuano ad essere conformi, perché la legge non richiede per la perfetta corrispondenza dello stato di fatto alla planimetria, ma parla di conformità, la cui specifica definizione viene chiarita nella circolare.

Se qualcuno è in grado di dimostrare il contrario, lo faccia.
 
E

EnCa78

Ospite
Il principio è chiaro: se cambia la rendita o la destinazione si deve aggiornare, altrimenti no.

Non è propriamente così.La legge del luglio 2010 parla di assoluta conformità tra catasto e risultanze dei registri immobiliari, anche in termini di semplici divisori spostati.Pertanto, in caso anche di trascurabili difformità, bisogna incaricare un tecnico per procedere alla diversa distribuzione degli spazi interni.
 

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