magicakitty

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Alla morte di mia madre ho ereditato una parte insieme alle mie 2 sorelle e tutto il resto ovviamente aspetta a mio padre. ora loro vorrebbero vendere ma io non vorrei. Cosa posso fare? E se una delle 2 sorelle: vorrebbere vendere per prendere anche la parte del padre può farlo secondo voi? grazie:rabbia:
 

Antonello

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Alla morte di mia madre ho ereditato una parte insieme alle mie 2 sorelle e tutto il resto ovviamente aspetta a mio padre. ora loro vorrebbero vendere ma io non vorrei. Cosa posso fare? E se una delle 2 sorelle: vorrebbere vendere per prendere anche la parte del padre può farlo secondo voi? grazie:rabbia:
I beni sono divisibili?
Nel senso: sono più appartamenti o più terreni?
Per la seconda domanda sulla parte di tuo padre ti posso garantire che nessuno può "prendere" niente.
Solo il padreterno.
 

Antonio Troise

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Agente Immobiliare
solo il giudice può obbligarti a vendere.......ma c'è ne vuole....anni e anni di perizie, udienze e controperizie :affermazione:
se le sorelle vogliono vendere, può essere un'occasione per un buon affare per te :ok:
 

Alberto Bizzotto

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Privato Cittadino
Ci sono molte possibilità e casistiche:
Primo Caso Il bene è unico (appartamento con garage) non divisibile, il coniuge supersite ha il diritto di abitazione e se il bene è stato acquistato in comunione legale possiede già il 50% del bene, per il restante 50% si procede alla divisione legale, che assegna al coniuge supertite la quota indivisa di 1/3 mentre i rimanenti 2/3 vengono assegnati ai figli, pertanto le quote finali di proprietà al coniuge quota 12/18 mentre ai tre figli 2/18 a figlio, il bene deve essere gestito per la manutenzione ordinaria da parte del coniuge supestite con diritto di abitazione, per la manutenzione straordinaria mediante assemblea dei comunisti (proprietari delle quota) con spese in base alla propria quota tolto il diritto di abitazione in percentuale calcolato come l'usufrutto. Le quote indivise possono essere cedute ma prima devono essere offerte al proprietario che detiene la maggior quota, nel caso specifico il 66% lo deteiene il coniuge vivo con il diritto di abitazione.
Nel caso in cui l'appartamento fosse stato un bene esclusivo del coniuge defunto, ricevuto per eredità o acquistato con mezzi propri al coniuge vivente spetta comunque il diritto di abitazione , ma la proprietà legale è pari ad 1/3 mentre i 2/3 vengono assegnati ai figli, anche se tutti e tre i figli volessere cedere la propria quota pari a circa il 60% il coniuge non è obbligato a vendere la sua quota e nessuno può mandarlo via da casa in quanto il diritto di abitazione a lui spettanate può rinunciarlo solo su sua iniziativa.
Pertanto qualora la sorella volesse cedere la sua quota, deve prima chedere a comunisti se vogliono acquistare la quota ricevuta in eredità e nel caso di rinuncia scritta di questi ultimi può essere ceduta a terzi, con i vincoli sopracitati.
Una porzione di casa con diritto di abitazione del coniuge superstite vale veramente poco in quanto anche se una persona è disposta ad acquistarla non può averne beneficio fino alla morte del coniuge superstite, infatti non si può chiedere l'affitto a chi ha il diritto di abitazione. Spero di essere stato chiaro e comunque rimango a disposizione per qualsiasi chirimanto
 

Antonello

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Ci sono molte possibilità e casistiche:
Primo Caso Il bene è unico (appartamento con garage) non divisibile, il coniuge supersite ha il diritto di abitazione e se il bene è stato acquistato in comunione legale possiede già il 50% del bene, per il restante 50% si procede alla divisione legale, che assegna al coniuge supertite la quota indivisa di 1/3 mentre i rimanenti 2/3 vengono assegnati ai figli, pertanto le quote finali di proprietà al coniuge quota 12/18 mentre ai tre figli 2/18 a figlio, il bene deve essere gestito per la manutenzione ordinaria da parte del coniuge supestite con diritto di abitazione, per la manutenzione straordinaria mediante assemblea dei comunisti (proprietari delle quota) con spese in base alla propria quota tolto il diritto di abitazione in percentuale calcolato come l'usufrutto. Le quote indivise possono essere cedute ma prima devono essere offerte al proprietario che detiene la maggior quota, nel caso specifico il 66% lo deteiene il coniuge vivo con il diritto di abitazione.
Nel caso in cui l'appartamento fosse stato un bene esclusivo del coniuge defunto, ricevuto per eredità o acquistato con mezzi propri al coniuge vivente spetta comunque il diritto di abitazione , ma la proprietà legale è pari ad 1/3 mentre i 2/3 vengono assegnati ai figli, anche se tutti e tre i figli volessere cedere la propria quota pari a circa il 60% il coniuge non è obbligato a vendere la sua quota e nessuno può mandarlo via da casa in quanto il diritto di abitazione a lui spettanate può rinunciarlo solo su sua iniziativa.
Pertanto qualora la sorella volesse cedere la sua quota, deve prima chedere a comunisti se vogliono acquistare la quota ricevuta in eredità e nel caso di rinuncia scritta di questi ultimi può essere ceduta a terzi, con i vincoli sopracitati.
Una porzione di casa con diritto di abitazione del coniuge superstite vale veramente poco in quanto anche se una persona è disposta ad acquistarla non può averne beneficio fino alla morte del coniuge superstite, infatti non si può chiedere l'affitto a chi ha il diritto di abitazione. Spero di essere stato chiaro e comunque rimango a disposizione per qualsiasi chirimanto
Bravo..molto chiaro e preciso..............
Intervieni più spesso..............ciao
 

Graf

Nominato ad Honorem
Membro dello Staff
Privato Cittadino
Alberto Bizzotto, complimenti!
Questo sì che significa parlare chiaro.
:stretta_di_mano::applauso:
 

Raicard

Nuovo Iscritto
Privato Cittadino
L'appartamento ereditato da 7 fratelli (stesse quote) è utilizzato solo da uno di essi (autorizzato da un accordo scritto firmato dai sette fratelli), uno dei sette fratelli muore e lascia il suo 1/7 al proprio erede che intende monetizzare l'importo, può farlo? come deve fare? da quanto ho letto i tempi potrebbero essere bibblici. Grazie
 

gmaila

Membro Junior
Privato Cittadino
Salve! Domanda; Possiedo al 80% un immobile (appartamento ca. 65mq) nel centro di Firenze. Il restante 20% appartiene al mio ex-compagno, cn il quale ho una bambina di 15 anni. Io vorrei vendere (per motivi di spazio) lui no. Sta diventando una 'guerra dei Roses'. Lui ci vive con la bimba, io sono all'estero per lavoro. Come posso comunque vendere la mia quota di 80%?
 

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