enrikon

Membro Senior
Sostanzialmente: la pratica è stata aperta ma mai chiusa in quanto il Comune è in attesa di alcuni documenti dal proprietario
Di questo non mi preoccuperei necessariamente. Sono quasi tutti così. I motivi possono essere vari, ma si parla di un condono dell'85, e se i pagamenti risultano tutti effettuati direi che puoi stare tranquillo.
 

silianna

Membro Junior
Privato Cittadino
Di questo non mi preoccuperei necessariamente. Sono quasi tutti così. I motivi possono essere vari, ma si parla di un condono dell'85, e se i pagamenti risultano tutti effettuati direi che puoi stare tranquillo.
bè diciamo che nn credo che sia proprio così...mi sono informata bene...la domanda deve essere fatta chiusa conclusa con tanto di certificato di abitabilità!!! altrimenti hai solo in mano una domanda di condono...
 

enrikon

Membro Senior
bè diciamo che nn credo che sia proprio così...
Voglio dire che a volte - magari per una passaggio di proprietà, o perchè il primo proprietario è deceduto - la cosa va in cavalleria e rimane lì in ibernazione in attesa dei documenti mancanti. Basta però attivarsi e la pratica la si può chiudere velocemente.
Certo bisogna vedere ogni singolo caso, ma ti garantisco che immobili con condoni rimasti a metà li ho sempre venduti tranquillamente.

Ripeto: va visto caso per caso. Dico solo che di per sè non è detto che sia un problema insormontabile.
 

silianna

Membro Junior
Privato Cittadino
Ripeto: va visto caso per caso. Dico solo che di per sè non è detto che sia un problema insormontabile.[/quote]

ok vediamo magari si risolve tutto veramente...
 

gioe82

Nuovo Iscritto
Professionista
Ripeto: va visto caso per caso. Dico solo che di per sè non è detto che sia un problema insormontabile.

ok vediamo magari si risolve tutto veramente...[/quote]



Ciao, dipende anche di quale ufficio condoni stiamo parlando. Per esempio io conosco la situazione a Roma, dove ci sono ancora pratiche aperte da anni e hanno sospeso gran parte delle procedure per irregolarità sulle richieste condoni 2003. L'appartamento di cui parli in che città è?
 

silianna

Membro Junior
Privato Cittadino
ok vediamo magari si risolve tutto veramente...



Ciao, dipende anche di quale ufficio condoni stiamo parlando. Per esempio io conosco la situazione a Roma, dove ci sono ancora pratiche aperte da anni e hanno sospeso gran parte delle procedure per irregolarità sulle richieste condoni 2003. L'appartamento di cui parli in che città è?[/quote]
e' a milano
 

silianna

Membro Junior
Privato Cittadino
sicura è una parola grossa!! L'appartamento è molto luminoso, ha porte finestre molto grandi in tutte le stanze!! sicuramente è un difetto ma questo ci può permettere di avere una metratura più grande in una zona signorile....
Però certo i dubbi sono tanti....
 

Incipit

Membro Attivo
Privato Cittadino
ti capisco , stavo facendo una simile valutazione. Dietro il vaticano.. L'appartamento è un secondo piano bellissimo e regalato perchè nella zona notte non ha la finestre ma il quei mattoncini trasparenti che fanno passare la luce.. ma in una zona come quella 115 mq , terrazzo e due dico due posti auto , super ristrutturato ci deve essere il compromesso. Ognuno sa su cosa puo' transigere e su cosa no. Io per esempio non transigerei sui 230 perchè sono di mio 180, davvero fra me e il tetto 50 cm.. asfissia. Ma molti ad esempio non accetterebbero di non avere le finestre nelle camere ma solo tantissima luce, niente ricambio di aria. Per 400 mila euro nel mio caso serve il compromesso..
 

ingelman

Membro Supporter
Agente Immobiliare
Salve vorrei avere questa informazione. Ho individuato un immobile sottotetto da acquistare che mi interessa in modo particolare. Tale immobile però ha come altezza unica dei soffitti 2,30 mt al di sotto del minimo consentito. L'agenzia che lo vende mi ha detto che è tutto condonato nell'89 (documenti che dovrò ancora visualizzare); quello che volevo capire cosa significa che il sottotetto è condonato? q

Il condono edilizio sopratutto il primo va in deroga alle norme urbanistiche tranne che per ciò che riguarda l'aspetto statico.

In materia di condono edilizio l'art. 35, comma XX°, della legge 28.2.1985 n. 47 prevede che: "a seguito della concessione e autorizzazione in sanatoria viene altresì rilasciato il certificato di abitabilità o agibilità anche in deroga ai requisiti fissati da norme regolamentari, qualora le opere sanate non contrastino con le disposizioni vigenti in materia di sicurezza statica, di prevenzione degli incendi e degli infortuni".

Pertanto, per le pratiche di condono edilizio, il certificato di agibilità viene rilasciato non in modo automatico, ma previa verifica delle conformità imposte da norme di legge anche in deroga ai requisiti fissati da norme regolamentari tranne quelle in materia di sicurezza statica,

qui a Roma i tecnici più preparati al momento del ritiro della concessione in sanatoria richiedono oltre alla stessa anche il certificato di abitabilità .
tale richiesta si puà fare anche in un secondo momento ma ci vuole più tempo e una procedura diversa.

In effetti qui abbiamo ancora qualche migliaia di pratiche di condono ancora non definite per colpa del ' USCE
 

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