E

enzo6

Ospite
io l'ingegnera non la conosco se non tramite l'agenzia. L'agenzia mi ha assicurato essere tutto in perfetta regola, anche l'allineamento catastale che mi rilevò essere necessario ed eseguito. Motivo per il quale io sono stato superficiale, o distratto al momento del rogito.
Dopo del rogito, su mia insistente richiesta, (all'agenzia) l'ingegnera confermo telefonicamente (all'agenzia) che l'allineamento era stato eseguito ed a distanza di qualche ora fece pervenire (all'agenzia) mail con gli estremi dell'avvenuta variazione e planimetria aggiornata; mail che l'agenzia mi ha girato.
I miei accertamenti catastali confermeranno l'avvenuta varizione, ma in data successiva al rogito.
-Arrivato a questo punto sono tornato dal notaio che sbrigativamente, sulla porta, mi ha detto che, essendo la rendita catastale invariata non era importante e che l'atto non si poteva correggere , rettificare, modificare o portare alla situazione reale.
-Dopo essermi procurato il n. telefonico dell'ingegnera ho chiamato per chiedere un appuntamento (abita in un paese) ma ha voluto risolvere tutto per telefono, assicurandomi ripetutamente essere tutto perfettamente in regola. La risposta, ribadita, mi è sembrata esaustiva. Ma l'ingegnera era molto più trepidante o agitata di quanto non fossi io.

Capisco che il mio problema sarà l'atto futuro di vendita. E per questo vorrei capire a quali grane andrò incontro. Vorrei anche capire se posso rimediare subito; ammesso che i costi me lo permettano.
saluti e grazie

Ribadisco per essere tutto in regola devi avere la cial che attesta il deposito variazione nel comune ove e' ubicata la casa.
A questo punto non ci sono problemi perchè l'architetto l'avrà fatta correttamente (firma lui). Se non ti viene data vuol dire che il comune non ha autorizzato.
 

Bastimento

Membro Storico
Privato Cittadino
Da quel fascicolo dovresti riuscire a capire se è stata dichiarata come variazione antecedente il 1967....o trovare l'avvenuta variazione "comunale"

1) Se fosse stato dichiarata come variazione antecedente il 1967, che impatto avrebbe sul rogito che invece attesta una situazione diversa?
2) Se si dichiara che la variazione è antecedente al 1967, se non ricordo male, non sarebbe stata necessaria una autorizzazione comunale (cil, dia, pc, ecc). Se questa premessa è vera, la posizione attuale sarebbe corretta; il fatto che il rogito descriva una situazione diversa quali conseguenze potrebbe arrecare?
 

47franco

Membro Junior
Privato Cittadino
Una mera integrazione dell'atto di compravendita


Su input di - enzo6 e Salves - ho scritto alla Ingegnera xxx per chiedere informazioni precise sull’excursus che ha preceduto la “Ricevuta di avvenuta variazione”all’AdT.

Mi ha risposto una Architetta yyy dicendo: “ Buongiorno. Sono l'architetto che ha seguito la variazione catastale dell'unità immobiliare che lei ha acquistato dalla signora …..Come ha notato sulle causale del Docfa è stato segnalato Ristrutturazione (causale richiesta specificatamente dal Tecnico dell'Agenzia del Territorio), ma avrà anche notato che la data è del 30 Maggio 1967, data ipotetica dei lavori relativi alla variazione in oggetto presunta dai documenti che mi sono stati consegnati. A questo proposito le spiego che non è stata presentata nessuna pratica comunale, in quanto per gli interventi datati e realizzati prima del 1 Settembre 1967 non era necessaria nessuna pratica edilizia, ma vigeva la Concessione Libera. ”

Su mia ulteriore richiesta mi è stata fornita copia della Docfa.



A questo punto, nella mia ignoranza, credo che mi occorra, come dice – irma - una mera integrazione dell’atto.

Ma questa mera integrazione può avvenire, stante il fatto che io nel contratto di acquisto ho sottoscritto una planimetria con una finestra mancante. (è un falso??)

Una mera integrazione o correzione dell’atto in termine di documenti da produrre e valore€ in cosa potrà consistere?

Rammento che la notaia rogante, interpellata, mi ha detto che non si può correggere l’atto. Ed indicato di lasciare perdere…..



Grato a tutti voi ringrazio cordialmente

 
E

enzo6

Ospite
Su input di - enzo6 e Salves - ho scritto alla Ingegnera xxx per chiedere informazioni precise sull’excursus che ha preceduto la “Ricevuta di avvenuta variazione”all’AdT.

Mi ha risposto una Architetta yyy dicendo: “ Buongiorno. Sono l'architetto che ha seguito la variazione catastale dell'unità immobiliare che lei ha acquistato dalla signora …..Come ha notato sulle causale del Docfa è stato segnalato Ristrutturazione (causale richiesta specificatamente dal Tecnico dell'Agenzia del Territorio), ma avrà anche notato che la data è del 30 Maggio 1967, data ipotetica dei lavori relativi alla variazione in oggetto presunta dai documenti che mi sono stati consegnati. A questo proposito le spiego che non è stata presentata nessuna pratica comunale, in quanto per gli interventi datati e realizzati prima del 1 Settembre 1967 non era necessaria nessuna pratica edilizia, ma vigeva la Concessione Libera. ”

Su mia ulteriore richiesta mi è stata fornita copia della Docfa.



A questo punto, nella mia ignoranza, credo che mi occorra, come dice – irma - una mera integrazione dell’atto.

Ma questa mera integrazione può avvenire, stante il fatto che io nel contratto di acquisto ho sottoscritto una planimetria con una finestra mancante. (è un falso??)

Una mera integrazione o correzione dell’atto in termine di documenti da produrre e valore€ in cosa potrà consistere?

Rammento che la notaia rogante, interpellata, mi ha detto che non si può correggere l’atto. Ed indicato di lasciare perdere…..



Grato a tutti voi ringrazio cordialmente

Non puoi fare alcuna integrazione all'atto ma conserva sia la catastale che la mail scritta dall'Architetto.
Il concetto del professionista sulla licenza è molto azzardato ma potrebbe passare se la casa è ante '67, tuttavia due domande:
1)Perchè la variazione catastale è stata fatta dopo l'atto.
2)Come mai il perito della banca non ha notato la difformita tra planimetria e consistenza fisica appartamento.
 

H&F

Membro Assiduo
Professionista
Attualmente le documentazioni comunali e catastali corrispondono tra loro ed alla realtà. Non corrisponde alla realtà la planimetria allegata all’atto di proprietà.

Se è così è tutto ok.(ora)
Veramente finora nessuno ha detto che al comune è tutto ok.
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Aggiunto dopo lettura post seguenti :
In teoria il problema c'è, in pratica non c'è.
Il tecnico ha attestato una esistenza pre-1967 ( un pò sospetta ).
La teoria è che c'è stata un dichiarazione mendace in atto. Venditore e compratore avrebbero dichiarato il falso. Il venditore è più colpevole perchè ben sapeva del problema, il compratore è giusticabile se non è un tecnico.
Ma nella pratica nessuno ha interesse ha sollevare il problema. Se e quando l'immobile tornerà in vendita ( speriamo dopo i tempi della prescrizione del reato), la documentazione sarebbe tutta in regola e perfetta ( con questa provvidenziale dichiarazione pre-1967 ) ed il reato prescritto.

P.S.Il reato è un reato minore. La probabilità di scoperta è quasi inesistente, se non si va in giro a strombazzarlo troppo. Il silenzio è d'oro.
 

47franco

Membro Junior
Privato Cittadino
Non puoi fare alcuna integrazione all'atto ma conserva sia la catastale che la mail scritta dall'Architetto.
Il concetto del professionista sulla licenza è molto azzardato ma potrebbe passare se la casa è ante '67, tuttavia due domande:
1)Perchè la variazione catastale è stata fatta dopo l'atto.
2)Come mai il perito della banca non ha notato la difformita tra planimetria e consistenza fisica appartamento.


La banca non è intervenuta perchè non ho contratto mutuo.

-Perché la variazione catastale è stata fatta dopo l’atto?

Questa è la domanda alla quale io cerco chiarimento. Anche perché, Notaio, ingegnera, ed agenzia entrano in disagio. Solo con la vostra discussione sto riuscendo a capire qualcosa. Consistente in difficoltà che incontrerò alla vendita.

Faccio un excursus di fatti accaduti, ai quali oggi do un significato particolare.

-Il titolare dell’agenzia si è accreditato quale persona rigorosa e precisa.

-Nella proposta di acquisto immobiliare ha spuntato la casella con la dicitura : “conforme alla normativa edilizia ed urbanistica vigente”; e mi ha detto che esisteva un problema per una finestra non catastata per uno scambio di planimetria fra piani; problema che la proprietà aveva in corso di sistemazione. (notizia verosimile visto che la facciata presenta finestre non simmetriche)

-Nel prosieguo, su mia richiesta, veniva affermato che tutto era stato sistemato.

-il periodo fra compromesso e rogito e stato stabilito per volontà del venditore in tre mesi. Forse troppo lungo essendo io subito disponibile.

-48ore prima del contratto sono nati una serie di problemi, o presunti tali; tutti risolti, anche quello (presentato come importante) che la cantina non era quella visionata, ma altra. Per questo abbiamo fatto un nuovo sopraluogo ed essendo identica e nella stessa posizione a quella in precedenza visionata non ho sollevato motivo di contestazione.

Per il semplice (così era presentato) allineamento della finestra l’agente mi dava un bigliettino da visita dell’ingegnera e la chiamava telefonicamente. Costei affermava di essere stata ricoverata e pertanto avrebbe provveduto immediatamente all’allineamento. A questo punto l’agente si impegnava a consegnarmi i documenti di questo Allineamento. Siamo andati dal notaio; sono tornato e ritornato in agenzia per ritirare l’allineamento assicurato. Dopo otto giorni ricevevo dall’agenzia una mail che mi girava l’allineamento realizzato dall’ingegnera xxx. Posta domanda all’ingegnera mi risponde l’architetta yyy. Nome yyy che compare nell’attuale planimetria catastale.

La casa è del 1966. Al comune mi hanno dato copia della licenza edilizia. Non mi hanno fatto vedere la planimetria adducendo difficoltà. Tornerò alla carica giusto suggerimento di Irma.

Ma il prossimo notaio (quando sarà) con una planimetria allegata all’atto di provenienza difforme dalla planimetria catastale (+una finestra) potrà rogare una vendita?
 
E

enzo6

Ospite
La banca non è intervenuta perchè non ho contratto mutuo.

-Perché la variazione catastale è stata fatta dopo l’atto?

Questa è la domanda alla quale io cerco chiarimento. Anche perché, Notaio, ingegnera, ed agenzia entrano in disagio. Solo con la vostra discussione sto riuscendo a capire qualcosa. Consistente in difficoltà che incontrerò alla vendita.

Faccio un excursus di fatti accaduti, ai quali oggi do un significato particolare.

-Il titolare dell’agenzia si è accreditato quale persona rigorosa e precisa.

-Nella proposta di acquisto immobiliare ha spuntato la casella con la dicitura : “conforme alla normativa edilizia ed urbanistica vigente”; e mi ha detto che esisteva un problema per una finestra non catastata per uno scambio di planimetria fra piani; problema che la proprietà aveva in corso di sistemazione. (notizia verosimile visto che la facciata presenta finestre non simmetriche)

-Nel prosieguo, su mia richiesta, veniva affermato che tutto era stato sistemato.

-il periodo fra compromesso e rogito e stato stabilito per volontà del venditore in tre mesi. Forse troppo lungo essendo io subito disponibile.

-48ore prima del contratto sono nati una serie di problemi, o presunti tali; tutti risolti, anche quello (presentato come importante) che la cantina non era quella visionata, ma altra. Per questo abbiamo fatto un nuovo sopraluogo ed essendo identica e nella stessa posizione a quella in precedenza visionata non ho sollevato motivo di contestazione.

Per il semplice (così era presentato) allineamento della finestra l’agente mi dava un bigliettino da visita dell’ingegnera e la chiamava telefonicamente. Costei affermava di essere stata ricoverata e pertanto avrebbe provveduto immediatamente all’allineamento. A questo punto l’agente si impegnava a consegnarmi i documenti di questo Allineamento. Siamo andati dal notaio; sono tornato e ritornato in agenzia per ritirare l’allineamento assicurato. Dopo otto giorni ricevevo dall’agenzia una mail che mi girava l’allineamento realizzato dall’ingegnera xxx. Posta domanda all’ingegnera mi risponde l’architetta yyy. Nome yyy che compare nell’attuale planimetria catastale.

La casa è del 1966. Al comune mi hanno dato copia della licenza edilizia. Non mi hanno fatto vedere la planimetria adducendo difficoltà. Tornerò alla carica giusto suggerimento di Irma.

Ma il prossimo notaio (quando sarà) con una planimetria allegata all’atto di provenienza difforme dalla planimetria catastale (+una finestra) potrà rogare una vendita?

Il prossimo notaio non dovrebbe farti difficoltà se tieni tutta la documentazione.
La logica della variazione catastale è che la finestra esisteva quando è stata costruita nel 1966 la casa. Nel 2012 si è provveduto a sanare la cosa solo al catasto poichè prima del 1967 non era necessaria la licenza edilizia.
Al 99% non avrai problemi.
 

47franco

Membro Junior
Privato Cittadino
Veramente finora nessuno ha detto che al comune è tutto ok.
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Esatto-finora nessuno ha detto che al comune è tutto oK –pertanto andrò ad accertare. Temo,che non sia tutto a posto. Non ci sarebbe stato motivo di produrre sotterfugi e mendacità.
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Mi viene in mente che al momento del rogito la notaia mi segnalo che non avrei potuto vendere prima dei5 anni. Risposi di non avere intenzione a vendere e di essere a conoscenza della disposizione. Pur tuttavia tornò a ribadire sulla disposizione. Mi suonò strano. Probabilmente, nella sua visione, il decorso del tempo aveva un valore aggiunto. E questo coincide con la tua osservazione.
Sapresti indicarmi i tempi di prescrizione del reato?
-----------------------------------------
In ultimo vista la tua formazione giuridica vorrei porre una domanda.

Al prossimo rogito, il notaio può,non può, deve, non deve, rilevare la mancanza finestra della planimetria allegata all’Atto di provenienza.
Grazie saluti
 

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