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  1. ugo56

    ugo56 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Quando si rilascia incarico ad un'agenzia per la vendita di un appartamento ad uso abitativo, come il resto del fabbricato, ma l'agenzia propone la vendita per un uso diverso, ufficio, a cui invece la parte venditrice non va bene, ci possono essere conseguenze con l'agenzia se non si dà risposta alla "prepotente" proposta di acquisto ?
    Il venditore per primo non vuole avere quotidiani passaggi di persone e complicanze nei parcheggi, già piuttosto risicati oltre all'utilizzo del cancello e del portone i quali, spesso, in qualche altro condominio, vengono lasciati magari aperti, complicando la serenità della palazzina mai utilizzata come uffici. Il contratto prevede la vendita di abitazione per cui ogni variante d'uso, mi pare chiaramente, modifica l'accordo. Gentilmente, cosa ne pensate ?
     
  2. Umberto Granducato

    Umberto Granducato Fondatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    no, basta rispondere no grazie
     
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  3. Rosa1968

    Rosa1968 Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Situazione strana. Chi compra se poi vuole fare il cambio d'uso chi glielo può vietare. Compra ad uso abitativo e poi chiederà il cambio d'uso, se gli viene concesso ....
    Se invece lo propone già con destinazione diversa, significa che vuoi dovreste fare il cambio d'uso, quindi vi potete opporre, io vendo solo come abitativo.
    Come mai lo propone come ufficio e non abitazione?
     
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  4. Sim

    Sim Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Credo che il venditore sia proprietario di tutto il fabbricato e non vuole trovarsi un'attività commerciale nell'edificio, ho capito bene?
     
  5. Rosa1968

    Rosa1968 Membro Storico

    Agente Immobiliare
    ma chi compra fa quello che vuole, con i necessari permessi. Se non vuole estranei o cambi comunque consentiti dalle legge se lo tiene e fa quello che vuole lui.
    Poi bisogna capire perché l'agente su sia iniziativa sta vendendo con un uso diverso.
     
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  6. Sim

    Sim Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Infatti in caso è meglio che se lo tenga
     
  7. CheCasa!

    CheCasa! Membro Senior

    Agente Immobiliare
    La domanda fondamentale è un'altra: in un appartamento posso esercitare un'attività? Posso utilizzarlo come ufficio? Ad esempio, un avvocato, per aprire il proprio studio, deve necessariamente utilizzare un'unità immobiliare all'uopo destinata o può utilizzare un appartamento?

    Temo che la risposta sia favorevole all'utilizzo di un appartamento anche come ufficio...

    A fronte di un divieto vero e proprio non esiste quindi alcuna garanzia per il venditore che l'acquirente non utilizzi poi l'appartamento per ricevere propri clienti.

    E' possibile però inserire il divieto in un apposito regolamento condominiale, il quale può naturalmente incidere su questo aspetto.

    Quindi, più che rimarcare la contrarietà all'agente immobiliare che potrebbe anche non conoscere le reali intenzioni di un possibile acquirente... sarebbe meglio provvedere alla redazione del regolamento da far sottoscrivere a chi comprerà anticipandone compia al mediatore.
     
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  8. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Sempre se è l'unico proprietario del fabbricato...
     
  9. ugo56

    ugo56 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Quindi mi pongo un inutile quesito. Bene. Grazie
     
    Ultima modifica di un moderatore: 1 Maggio 2016
  10. ugo56

    ugo56 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Sì, difatti mi chiedo come fare per non incappare in un compratore che poi possa farci uno studio professionale ? Il piccolo fabbricato ha appena 4 appartamenti ed il mio, in cui continua ad abitarci, è l'unico al piano rialzato lo stesso dell'eventuale vendita ad uso ufficio. Tra l'altro, secondo me, perderebbe di valore la mia stessa abitazione. Non esiste un Regolamento di condominio perchè sino ad oggi non necessario. Come fare quindi per cautelarmi ?: non dovrei proprio vendere il piccolo appartamentino affianco ! L'agenzia è stata onesta ad anticiparmi la eventuale nuova destinazione magari non sapendo che a noi, venditori, non garbava affatto. Qualsiasi pensiero scritto sulla proposta e sull'atto di vendita, quindi, non avrebbe valore ? Addirittura, non essendoci un condominio, il proponente avrebbe la strada spianata ? Ma dico io, con tanti potenziali acquirenti, proprio una situazione del genere mi doveva procurare l'agenzia ?!!
     
  11. CheCasa!

    CheCasa! Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Tecnicamente se ci sono parti comuni il condominio si ha già in presenza di 2 unità. Non vi è OBBLIGO di amministratore. nè vi è OBBLIGO di regolamento... ma se si decide per l'uno o per l'altro... ;)
     
  12. ugo56

    ugo56 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Sì, quindi cosa succede ? Sapevo che non vi è obbligo.
     
  13. ab.qualcosa

    ab.qualcosa Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Che si può istituire un regolamento di condominio se tutti sono d'accordo.
     
  14. Rosa1968

    Rosa1968 Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Bella questa ..... Con un unico proprietario.
     
  15. ab.qualcosa

    ab.qualcosa Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Ma se non ho capito male lui è proprietario di due unità e ci sono altre due unità di proprietà di altri...
     
  16. CheCasa!

    CheCasa! Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Anche se fosse unico proprietario... sarà sufficiente allegare il regolamento alla cessione del primo alloggio. Così fanno anche i costruttori. Redigono il regolamento quando il caseggiato ha un unico proprietario (la ditta costruttrice) e poi allegano il regolamento al primo atto (quando di fatto i proprietari diventano 2).

    Una volta redatto e fornito all'agente immobiliare, quest'ultimo potrà farne presente il contenuto ai futuri acquirenti interessati...
     
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  17. Sim

    Sim Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Regolamento contrattuale
     
  18. Domus mp Immobiliare

    Domus mp Immobiliare Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Non sono sicuro che una qualsiasi attività con contatto con il pubblico possa essere esercitata in un appartamento ad uso abitativo, si potrebbe pensare solo ad uno studio privato che non prevede contatto con il pubblico in quanto una non attività. Non bisogna tener conto del fatto che tanti immobili abitativi storicamente sono utilizzati come ufficio dell'avvocato X o ufficio del commercialista Y o come ufficio dell'immobiliare Z , è mera tolleranza. Credo che solo un A/10 possa soddisfare il requisito di ufficio e questo non solo ai fini fiscali. Il cambio di destinazione d'uso dovrebbe essere permesso quando l'immobile ha determinati requisiti tra i quali l'accordo di tutti i proprietari degli immobili facenti parte del fabbricato.
     
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  19. ugo56

    ugo56 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Proprio così. Una volta, quando esercitavo, sapevo che occorreva innanzi tutto avere una destinazione catastale, quindi comunale, a parte la questione condominiale chiara a tutti, mi sembra. Se ufficio deve essere, dovrà avere ogni caratteristica per poter così utilizzare l'immobile. L'acquirente basterebbe avere un bigliettino da visita o una carta intestata, già configurerebbe un utilizzo pubblico di quell'immobile. Non è così semplice vendere o affittare ad uso ufficio. Ma, chiedo, come si potrebbe cautelare un venditore, al momento della trattativa, da un possibile utilizzo ad ufficio in un piccolo fabbricato non dotato di regolamento di condominio ? L'acquirente dovrebbe chiedere ad uno ad uno ai quattro proprietari il consenso oppure sarà necessario costituire tutto un condominio con tanto di verbale ufficiale ? Grazie.
     

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