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carlak

Membro Junior
Professionista
#1
Salve una domanda se dovessi fare atto di vendita prima casa tra mia mamma e me quanto dovrei versare come prezzo di vendita considerando che la rendita catastale é 27.ooo euro? E l. Atto quanto mi costerebbe? Per la donazione mi hanno chiesto 2000 euro. Grazie
 

Zagonara Emanuele

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
#4
Come prima casa dovresti pagare il 2% calcolato ul valore catastale, ma in questo caso in realtà pagherai € 1.000,00 di imposta.
Detta somma è quella minima.

Per l'importo dovuto al notaio meglio se ne senti alcuni e chiedi un preventivo, perchè potrebbero esserci differenze.
 

CheCasa!

Moderatore
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
#5
Salve una domanda se dovessi fare atto di vendita prima casa tra mia mamma e me quanto dovrei versare come prezzo di vendita considerando che la rendita catastale é 27.ooo euro? E l. Atto quanto mi costerebbe? Per la donazione mi hanno chiesto 2000 euro. Grazie
Diciamo che sarebbe meglio attenersi ad un valore che almeno di poco superi quello catastale. Il costo dell'atto potrebbe essere contenuto nei 2.500 euro tasse incluse.

E' importante che il passaggio di denaro avvenga realmente.
 

marcanto

Membro Attivo
Professionista
#6
Considerato che entrano in gioco gli onorari del Notaio, di cui certamente non si dispone la conoscenza della loro entità.
Credo che sarebbe opportuno contattare più notai per valutare se converga l'una o l'altra delle soluzioni

una cosa forse è certa > il valore di mercato può essere volatile, nel senso che può oscillare ed essere soggetto a valutazioni personale .......quindi si potrà essere soggetti a successivi accertamenti dell'AdE.
Cosa che invece non avviene con il valore certo dedotto dalla rendita catastale
 
Ultima modifica:

Giuseppe Di Massa

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
#7
Salve una domanda se dovessi fare atto di vendita prima casa tra mia mamma e me quanto dovrei versare come prezzo di vendita considerando che la rendita catastale é 27.ooo euro? E l. Atto quanto mi costerebbe? Per la donazione mi hanno chiesto 2000 euro. Grazie
Se sei l'unica futura erede al massimo l'agenzia delle entrate potrebbe farti un accertamento se indichi il valore catastale come prezzo di vendita qualora il valore di mercato sia evidentmente superiore. Se ci sono altri eredi, nella malauguratissima ipotesi di decesso della parte venditrice, qualcuno potrebbe contestarti l'atto non avendo versato una somma adeguata esattamente come potrebbe contestarti la donazione. In entrambi i casi è meglio pattuire e versare un prezzo di mercato verosimile
 

francesca63

Membro Assiduo
Privato Cittadino
#8
al massimo l'agenzia delle entrate potrebbe farti un accertamento se indichi il valore catastale come prezzo di vendita qualora il valore di mercato sia evidentmente superiore.
Siamo ancora liberi di vendere alla cifra che vogliamo.
Se si vende stando sul valore catastale, e con il prezzo-valore, l’agenzia delle entrate (che si occupa appunto di “entrate”, cioè imposte) non può obiettare nulla, poiché le imposte resterebbero le medesime, anche se il prezzo fosse più alto.
 

marcanto

Membro Attivo
Professionista
#9
in aggiunta a quanto detto da francesca63
il "prezzo-valore" è il criterio che calcola le imposte mediante la rendita catastale, certa ed inequivocabile.

al massimo l'agenzia delle entrate potrebbe farti un accertamento se indichi il valore catastale come prezzo di vendita qualora il valore di mercato sia evidentmente superiore.
è totalmente sbagliato dal punto concettuale e come approccio.

Quando si trasferisce un bene/immobile, la norma attuale prevede che le imposte si possano pagare attraverso due metodi/criteri a scelta:

1) criterio del "prezzo-valore" = rendita catastale > tutte le imposte sono determinate attraverso il valore catastale che si determina mediante la rendita catastale ......certa ed inequivocabile.

2) criterio del valore di mercato o prezzo concordato per l'acquisto > tutte le imposte sono determinate attraverso tale prezzo/valore.
Quindi si tratta di un prezzo/valore dichiarato
In questo caso è lapalissiano che si possa dichiarare un prezzo inferiore a quello reale, per il solo scopo di pagare meno imposte.
Da questo ne discende che nel caso 2) vi sono più probabilità di accertamenti successivi.
Diversamente dal caso 1) che si basa su di un dato certo e non soggetto a dichiarazioni a ribasso, quindi totalmente esente da verifiche successive.
 

ab.qualcosa

Membro Storico
Agente Immobiliare
#10
Diciamo che sarebbe meglio attenersi ad un valore che almeno di poco superi quello catastale. Il costo dell'atto potrebbe essere contenuto nei 2.500 euro tasse incluse.
Dici che un eventuale coerede non potrebbe impugnare l'atto a fronte di un prezzo pesantemente inferiore al valore di mercato?
E questa eventualità, se pur teorica, non potrebbe in futuro arrecare fastidi?
 

CheCasa!

Moderatore
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
#11
Dici che un eventuale coerede non potrebbe impugnare l'atto a fronte di un prezzo pesantemente inferiore al valore di mercato?
E questa eventualità, se pur teorica, non potrebbe in futuro arrecare fastidi?
Impugnare la vendita per il prezzo? Tutto è possibile. Anche impugnare una vendita... a prezzo di mercato... Diciamo che è altamente improbabile se non lo si legasse ad altre questioni... simulazione di una donazione, circonvenzione di incapace... Generalmente comunque queste situazioni si gestiscono all'interno di famiglie nelle quali sia presente una certa armonia... e comunione d'intenti.
 

Giuseppe Di Massa

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
#12
in aggiunta a quanto detto da francesca63
il "prezzo-valore" è il criterio che calcola le imposte mediante la rendita catastale, certa ed inequivocabile.


è totalmente sbagliato dal punto concettuale e come approccio.

Quando si trasferisce un bene/immobile, la norma attuale prevede che le imposte si possano pagare attraverso due metodi/criteri a scelta:

1) criterio del "prezzo-valore" = rendita catastale > tutte le imposte sono determinate attraverso il valore catastale che si determina mediante la rendita catastale ......certa ed inequivocabile.

2) criterio del valore di mercato o prezzo concordato per l'acquisto > tutte le imposte sono determinate attraverso tale prezzo/valore.
Quindi si tratta di un prezzo/valore dichiarato
In questo caso è lapalissiano che si possa dichiarare un prezzo inferiore a quello reale, per il solo scopo di pagare meno imposte.
Da questo ne discende che nel caso 2) vi sono più probabilità di accertamenti successivi.
Diversamente dal caso 1) che si basa su di un dato certo e non soggetto a dichiarazioni a ribasso, quindi totalmente esente da verifiche successive.
E chi ha parlato di imposte? Nel rogito è obbligo di legge dichiarare il vero prezzo di vendita ed è obbligo di Legge che ci sia un vero trasferimento di denaro, poi dichiari che paghi sul catastale ecc ecc. Se dichiari una cifra pari al catastale, palesemente inferiore a valore di mercato, l'agenzia delle entrate potrebbe fare un accertamento per chiarire se ci sono stati pagamenti in nero. Invece la questione dei futuri eredi è completamente diversa
 

Giuseppe Di Massa

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
#13
Impugnare la vendita per il prezzo? Tutto è possibile. Anche impugnare una vendita... a prezzo di mercato... Diciamo che è altamente improbabile se non lo si legasse ad altre questioni... simulazione di una donazione, circonvenzione di incapace... Generalmente comunque queste situazioni si gestiscono all'interno di famiglie nelle quali sia presente una certa armonia... e comunione d'intenti.
Posto che si tratta di una ipotesi lontana, se ti accordi con un genitore di trasferire un immobile a 20mila ma varrebbe almeno 60/70 mila, credi che l'eventuale fratello/sorella una volta scoperto il tutto non reagirebbe cercando di far annullare il rogito. Ho venduto un anno e mezzo fa un immobile nella cui storia c'era esattamente questo, con tanto di sentenza di annullamento.
 

Giuseppe Di Massa

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
#17
Quello che insisto a dire è che "valore troppo basso" non vuol dire niente.
Io posso vendere quello che è mio alla cifra che voglio.
Si, oppure potresti aver commesso un'iregolarità, è questo che accerta l'agenzia delle entrate. Ad esempio, abbiamo visto molte contestazioni su terreni e locali commerciali (striscia la notizia), dove la contestazione sul prezzo di vendita era mirata al recupero di imposte (cosa che esula dal nostro discorso, ma il principio del "vendo a quanto voglio" non valeva), ma l'agenzia delle entrate fa veirifche anche sul residenziale. Secondo me è come mandare una mail ed invitarli a fare un controllo fare una compravendita tra parenti a una cifra pari al catastale. Poi l'accertamento può anche verificare che era una compravendita vera, ovviamente. Nel caso in questione ho avuto la sensazione che fosse considerata un'alternativa alla donazione,
 

marcanto

Membro Attivo
Professionista
#18
E chi ha parlato di imposte? Nel rogito è obbligo di legge dichiarare il vero prezzo di vendita ed è obbligo di Legge che ci sia un vero trasferimento di denaro, poi dichiari che paghi sul catastale ecc ecc
Se il trasferimento avviene tra soggetti non legati da parentela, Se si opta per pagare le imposte sul prezzo-valore = rendita catastale >
per quale motivo si dovrebbe dichiarare, poi, un prezzo di acquisto inferiore a quello realmente pagato ?

fatto salvo il caso che indichi in merito a trasferimento tra parenti
se ti accordi con un genitore di trasferire un immobile a 20mila ma varrebbe almeno 60/70 mila, credi che l'eventuale fratello/sorella una volta scoperto il tutto non reagirebbe cercando di far annullare il rogito
siamo comunque in un contesto differente .......si tratta di ragion di interesse tra parenti.
Ossia sono ragioni che esulano dal mero rapporto con i pubblici uffici vedi AdE.
 

marcanto

Membro Attivo
Professionista
#19
Ad esempio, abbiamo visto molte contestazioni su terreni e locali commerciali (striscia la notizia), dove la contestazione sul prezzo di vendita era mirata al recupero di imposte (cosa che esula dal nostro discorso, ma il principio del "vendo a quanto voglio" non valeva),
in quegli articoli/servizi quello che si ometteva di dire era forse che le imposte erano state determinate sul valore di mercato.
quindi questo spiega legittimamente gli accertamenti fatti da AdE per valutare se il valore indicato fosse realmente quello di mercato.
per questo indico che le imposte determinate sulla rendita catastale non celano questi rischi.
 

francesca63

Membro Assiduo
Privato Cittadino
#20
Secondo me è come mandare una mail ed invitarli a fare un controllo fare una compravendita tra parenti a una cifra pari al catastale.
Avevo un immobile in comproprietà ereditaria con mia figlia.
Ho comprato la sua parte a valore catastale.
Poi le ho donato dei soldi, e con la somma totale lei ha comprato da mio marito un suo ( di lui) immobile a valore catastale.
Mai avuto controlli, e anche se ci fossero stati non c’era niente da nascondere.
 

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