enrikon

Membro Senior
Sappiamo bene che la vittoria nelle cause sta nell'umore del giudice e nel come ha dormito la notte....
Nel mio caso, fossi stato nel giudice, avrei sentenziato allo stesso modo. In realtà si trattava di scavalco, ma questo lo sapevo io. Le due parti l'avevano studiata bene, e l'hanno fatto fesso.


Ma devo dire che il numero delle vittorie- perlomeno qui a Bologna - è superiore a quello delle sconfitte.
Nettamente superiore. Anche qui.


In ogni caso, ritengo che, in caso di scavalcamento sia proprio una questione di principio procedere...
In caso di scavalco, sì. Il punto è: sono sempre veri scavalchi? Nell'ipotesi che avevo fatto io - per esempio - direi di no.
 

Bagudi

Fondatore
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
Io parlo di scavalchi veri e propri, accertabili come tali...
Per fortuna non mi è mai capitato (oppure non me ne sono accorta...) un caso come quello che hai posto tu, quindi, non so come potrebbe andare
 

Limpida

Membro Senior
Agente Immobiliare
Una lancia a favore degli acquirenti onesti la spezzo volentieri e ricordo ancora il caso di un acquirente che dopo aver visto un immobile con me, dopo sei mesi lo ha rivisto per caso tramite un'altra agenzia. Lui é tornato da me:amore::fiore:
 

Sim

Membro Senior
Agente Immobiliare
E nel caso in cui scopro che l'immobile è stato acquistato da un mio cliente, ma con l'intervento di altra agenzia? Vado a chiedere al collega la metà delle provvigioni (ben riconoscendo falso il troppo poco dichiarato in atto)?
 

pensoperme

Membro Storico
Privato Cittadino
E nel caso in cui scopro che l'immobile è stato acquistato da un mio cliente, ma con l'intervento di altra agenzia? Vado a chiedere al collega la metà delle provvigioni (ben riconoscendo falso il troppo poco dichiarato in atto)?
NO, affatto, tu chiedi l'intera provvigione secondo usi, l'altra agenzia non c'entra nel rapporto. Semmai il giudice te ne dovesse riconoscere l'intero o solo una quota, il convenuto dovrà pagarla salvo poi, nel caso di quota, potersi rivalere sulla seconda agenzia a sua cura e spese. Da questo è nata la leggenda della "doppia provvigione". Potrebbe però avverarsi quello che è accaduto diverse volte, cioè che il giudice non ravvedi continuità tra l'azione e l'affare conclusosi poi, con l'intervento di altro mediatore, quindi non ti tocca nulla. Solo se si ha prove concrete della propria azione conviene agire, nel caso, e ricordatevi che i giudici sono capaci di fare una sentenza in un modo e un altra al contrario, senza pudore. Ricordarsi che le spese vanno intorno ai 3500 euro a sentenza e che i giudici amano compensare, proprio per scoraggiare l'uso del diritto sotto certi importi... quindi spesso transare è la via migliore per tutti.
 
E

EnCa78

Ospite
Sei d'accordo con me o pensi per te? :D Attento, avresti dovuto scrivere "In questo caso" non Ovviamente se no come fai a darmi contro quando parlo di esclusiva?:sorrisone:

Mamma, che puntiglioso:^^:.
In questo caso e in tanti altri sono d'accordo con te. Per quanto riguarda l'esclusiva (metodo operativo che ho seguito negli ultimi 13 anni con risultati positivi, pur non disprezzando la "non esclusiva", esigendo però dal cliente, e offrendola nel contempo, chiarezza e trasparenza), un pò meno. Ma è così bello avere opinioni diverse, altrimenti sai che noia;)?
 

Antonello

Nuovo Iscritto
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
Ad libitum no.
Occorre innanzitutto che non ci sia soluzione di continuità fra la prima visita con l'agenzia e il successivo acquisto.
Facciamo un esempio: Una persona visita un immobile attraverso l'operato di un'agenzia immobiliare, ma non lo trova idoneo. Passa un anno durante il quale l'acquirente smette di cercare casa perchè nel frattempo le sue esigenze sono cambiate. Poi ricomincia, legge sul giornale un annuncio privato di un immobile che corrisponderebbe alla nuova ricerca, contatta il proprietario e fissa un appuntamento di visita. A quel punto riconosce l'immobile visionato un anno prima con chissà quale agenzia (e chi se lo ricorda più...) e, dato che le sue esigenze sono cambiate, quello che non era andato bene un anno prima adesso va bene e conclude l'acquisto direttamente.
In un caso come questo - ad esempio - sono convinto che non sussista obbligo di mediazione.

Di casi come questo che hai descritto ne sono pieni i tribunali di tutta Italia. Salvo casi rari, il giudice dà ragione all'agenzia nella maggior parte delle volte.
Possono essere cambiate le esigenze dell'acquirente rispetto alla visita effettuata con l'agenzia, ma l'immobile, la proprietà e talvolta il prezzo sono rimasti uguali.
Se l'agenzia non se ne accorge, tutto va bene.
Ma se si accorge della frode, invia la raccomandata e non ricevendo riscontro è obbligato a rivolgersi al giudice.
Le parti non possono dire al giudice che non si ricordavano più il nominativo dell'agente immobiliare.
E' frode in danno al mediatore.
 

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